Qualche giorno fa su La Repubblica online nella sezione Huffington Post ho trovato un articolo in cui un pedofilo, con molta naturalezza (ma chissà anche quanta sofferenza) ha fatto outing e nella mia mente sono affiorate domande e riflessioni. Due in particolare, mi sento di condividere:

  1. la frase “è il tabù stesso che influenza negativamente questi giovani vulnerabili” rimanda alla “trita e ritrita” scusa che la sessualità – in ogni sua forma – deve essere lasciata libera di esprimersi in potenza (e in atto?) affinché la persona non soffra o si senta discriminata. Ma siamo proprio sicuri che l’eccessiva libertà della corporeità sia la panacea di ogni male? Corpo e anima (o coscienza, ragione), sono inseparabili, sono un tutt’uno che si completa vicendevolmente e che ci rende in grado di essere in relazione con l’altro da sè. Quando una parte prevale sull’altra (spesso, per non dire sempre, il corpo) ci si smarrisce e si finisce per essere oggetto o per usare l’altro come oggetto senza mai diventare unità, quell’unità che costantemente cerchiamo anche quando non vogliamo ammetterlo… Io non “ho” un corpo, io “sono” il mio corpo che è un tutt’uno col pensiero: il vissuto esperienziale fisico è interconnesso a quello mentale/psichico e viceversa (basti pensare alle persone depresse che si ammalano anche nel corpo o, viceversa, le persone malate che spesso cadono in depressione, ad esempio) ed è questo continuo interscambio che ci rende in grado di entrare in relazione e comprendere i limiti ontologici della natura umana.
  2. quanto è importante capire ed accettare il limite? Il protagonista scrive: “per favore, siate comprensivi. È tutto ciò che vi chiediamo. Trattateci come persone con un enorme handicap, non come mostri. Se siamo al mondo senza fare del male a nessuno, abbiamo solo bisogno del vostro aiuto”. Ma che tipo di aiuto? Quello semplice, di comprendere e acconsentire? O quello più arduo, più vero, più utile volto all’ascolto e al rimettere in equilibrio ed armonia una situazione in bilico e deviata?

http://www.huffingtonpost.it/2015/09/22/pedofilo-lettera-online-confessione-_n_8176042.html?utm_hp_ref=italy&ir=Italy