Lettera di una sedicenne: una giovane che dona speranza.
“Mi sono resa conto davvero di quanto in questa società veniamo ingannati soprattutto noi adolescenti, noi giovani. Veniamo presi in giro in ogni cosa, ci viene fatto credere in ogni modo che la verità sia fuori da Cristo. Veniamo ingannati sulla sessualità, sull’amore, sul dolore, sulla tristezza, sulla speranza, su tutto.[…]Ciò che non capiscono è che l’unica passione che noi abbiamo è per la Verità, quella scritta con la V maiuscola. Questa è l’unica nostra grande ambizione.[…]Nessuno ci mostra la bellezza. Nessuno “spreca” energie per aprirci la porta ad un modo di vedere le cose differente, nessuno ci incoraggia a combattere per opporsi a tutto questo circo.[…]La cosa che mi innervosisce di più di questa società malata è la menzogna, il non vedere, il non voler vedere ciò che si deve e che bisogna vedere[…]In ogni circostanza ci viene detto che il nazismo (orribile pagina storica, intendiamoci) è stato il più terribile crimine mai commesso nella storia dell’umanità, ma ci si dimentica un piccolo particolare: l’aborto[…]Si parla della violenza sulla donna, ma si tace sulla violenza inaudita della pornografia e dell’utero in affitto. Si incitano le ragazze ed i ragazzi a perdere qualsiasi forma di pudore e dignità e ci viene fatto credere che l’amore equivalga ad un breve godimento fisico con un pezzo di plastica per “proteggersi”. La parola ‘amore’ viene abusata abbondantemente tanto che nessuno sa più dirne la definizione. I capricci di due uomini sono paragonati all’amore di un uomo e di una donna e si è arrivati persino a questo obbrobrio dell’ideologia del gender che mira all’annullamento di ciò che è naturale e biologico.[…]
Non voglio arrendermi. Resistete, per favore.”

il blog di Costanza Miriano

Questa lettera ricevuta da una ragazza di 16 anni della Sardegna mi ha allargato il cuore, incoraggiando tutti noi ad andare avanti. Ve la regalo perché spiega meglio di tante altre parole che cosa siano i Cinque Passi e perché siano nati.

Padre Maurizio Botta

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Buongiorno Padre,
il desiderio di scriverle era così forte che, dopo aver cercato disperatamente un modo per poterla contattare, eccomi qua a cercar di mettere in ordine tutto quello che voglio dirle. Sono una ragazza di 16 anni e le scrivo dalla Sardegna. Da pochissimo tempo ho scoperto le sue catechesi de “I cinque passi”. Ho iniziato ad ascoltare le registrazioni di queste su Internet e… grazie, semplicemente grazie e grazie ancora. Il bene che mi hanno fatto è indicibile ed inesprimibile, mi creda.

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