“La gravidanza è un momento in cui la donna è attrice, ma non regista. Il corpo ospita un evento grandioso che alla madre è chiesto di sostenere, senza esserne padrona.[…]la madre partecipa a qualcosa che non comanda; è l’evento più clamoroso di cui possa fare esperienza, eppure non lo guida. Perciò è proprio una capriola, perché ti «costringe» a essere una protagonista umile. Una volta di più c’è da ringraziare del fatto che in certe circostanze «si è costretti»!”

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Annalisa Teggi è dottore di ricerca in letteratura comparata e saggista. È traduttrice di prosa e poesia di lingua inglese, in particolare delle opere di Gilbert Keith Chesterton. Attualmente cura un blog intitolato «Capriole cosmiche».

Annalisa, tu ormai in Italia sei considerata una delle massime esperte e traduttrici di Chesterton. Come lo hai conosciuto?

C’è una cosa di cui mi vanto molto: gli eventi davvero significativi per la mia vita non sono mai stati frutto di una mia capacità o volontà. Chesterton non fa eccezione. Lo ritengo un padre, ma se fosse dipeso da me non mi sarei mai messa a leggerlo. In un momento lavorativamente cupo, in cui non avevo alcuna prospettiva di occupazione in vista, l’amico Marco Antonellini mi “costrinse” a tradurre La ballata del cavallo bianco di Chesterton. C’è da ringraziare molto gli amici che “costringono”! Avevo molte obiezioni sulla mia scarsa conoscenza dell’opera e dell’autore, ma…

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