Perché la firma di persone ricche, famose e potenti dovrebbe valere più di quella delle persone comuni?

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Onorevoli membri del Parlamento italiano, se diventasse legge, il testo Cirinnà rappresenterebbe il colpo finale ai danni della famiglia che come voi sapete bene è la cellula base della nostra società. Non la famiglia tradizionale o la famiglia naturale, la famiglia e basta, nell’unica accezione autentica del termine, quella fondata sul matrimonio. Non sono le tradizioni religiose ad avere inventato questa unione, ma gli stati che hanno riconosciuto e valorizzato quella che è un’istituzione naturale, una pratica sociale che è compresa dalla ragione di ogni essere umano, poiché da sempre l’uomo e la donna anelano ad appartenersi in moto totale e ad essere fecondi. La vita domestica condivisa dentro un’unione stabile ed esclusiva è il meglio per ciascuno di noi, per gli adulti innanzitutto, chiamati alla fedeltà, alla responsabilità e alla reciproca assistenza e per i bambini, che hanno bisogno dell’alterità maschile e femminile per formarsi, e solo dall’amore reciproco dei genitori capiscono il senso del dono totale. Il matrimonio e la famiglia sono il migliore welfare che uno stato possa pensare per il benessere dei propri cittadini. Sappiamo che avete ricevuto l’appello di 400 VIP che hanno apposto la loro firma per chiedere l’approvazione di questa legge. Ecco anche il nostro è un appello, che chiede però che la legge venga ritirata in toto. Noi non siamo VIP, siamo Very Normal People, non dirigiamo testate giornalistiche importanti, non andiamo a cantare al Festival di Sanremo, tra noi non c’è il primo ballerino della Scala, o lo chef più famoso della Tv, tra noi non ci sono i cantanti che riempiono i palazzetti, non ci sono gli intellettuali che stendono colate di piombo sui quotidiani, non ci sono direttori dei giornali femminili o di testate Rai, noi siamo il Paese reale, quello fatto dalle persone che prima di andare a fare la spesa controllano bene le offerte, quelle che si alzano alle 5.00 del mattino per fare il turno in fabbrica, o assistere la mamma disabile prima di andare a lavorare in un call center dall’altra parte della città cambiando tre mezzi pubblici, tra noi ci sono le mamme che la sera aspettano col batticuore il figlio che torna tardi, i papà che per mantenere la famiglia fanno tre lavori, siamo impiegati silenziosi di questa Italia che lavora, insegnanti precari appassionati, siamo studenti che desiderano costruirsi un futuro. Noi siamo il Paese reale e ci appelliamo alla vostra coscienza affinché vi chiediate se questa legge è davvero per il Bene comune o se è una strada che state percorrendo sotto la pressione dei Vip ovvero le persone ricche, famose, sedute nei posti che contano. Ma il Paese reale è un altro, e il Paese reale vi chiede di ritirare questa legge per fedeltà alla realtà stessa e alla Repubblica che in nome del popolo italiano in Parlamento siete chiamati a servire.

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