“In questa incessante battaglia tra la vita e la morte, ci viene chiesto di sguainare spade per dimostrare l’ovvio, ed è esattamente di questo ritorno al conosciuto ciò di cui l’individuo ha sete: solo ritrovando i frammenti mancanti del puzzle egli potrà intuire l’immagine dispersa e ricomporla per potersi guardare di nuovo chiedendosi quando l’uomo ha smesso di essere umano.”

Le foglie verdi

Un puzzle per essere ricomposto in modo adeguato ha bisogno non solo che vi siano tutti i pezzi, ma anche di un’ immagine di riferimento, la sua immagine.
Una sorta di specchio da osservare, scrutare, contemplare o ignorare, talvolta.

Oggi ci troviamo immersi (consapevolmente o no) in una battaglia, che non ama soste, tra una cultura della vita e una cultura della morte; non una consapevolezza della vita e una consapevolezza della morte, bensì due approcci diversi all’esistenza che di per sé non possono che propagarsi in maniera del tutto antitetica. Uno scontro così radicale non lascia deserti solitari per nessun uomo che si dica appartenente a questo mondo: l’eco di una pressante presa di posizione, una convinta scelta di coraggio e valore implica una comune responsabilità. Il cruccio però è che non è possibile adoperarsi con atti pienamente liberi se non si sa dove dirigere la nostra coscienza.

Brain-Puzzle-PieceL’immagine…

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