Piero era incredulo. “Ma cosa dite? E’ una vita, ha valore…”
“Ma certo che ha valore. Per questo per lo Stato – per tutti – sarebbe meglio smettere di pagare quel valore senza avere in cambio niente.”
Il Funzionario si permise un sorrisetto. “Ho eseguito la volontà scritta del soggetto. Eutanasia. E’ tutto in regola.”
“Ma aveva cambiato idea!”
Il Funzionario fece spallucce. “Le opinioni cambiano, gli scritti restano. Portatelo via.”
Il Funzionario lo squadrò freddamente. “La Legge non ammette ignoranza. In ogni caso, da quello che sostiene, il suo…amico…è evidentemente pazzo.”

Berlicche

Dieci anni, un po’ di più. Io non sono certo solito a riciclare i miei post, ma visto che questo l’ho scritto tanto tempo fa…
Credo che non abbia perso un filo di attualità. Anzi, se vogliamo, ne ha guadagnata.

La grande terrazza panoramica era piena di gente.
“Che ne dici tu, Piero, che arrivi da fuori?” chiese Aldo.
“Bè, certamente è una gran bella vista…” replicò Piero, guardandosi attorno.
Il suo sguardo fu attirato da una ragazza. Era male vestita, quasi sciatta. Poteva essere stata anche bella, un tempo, ma adesso il viso era grigiastro e sciupato, con gli occhi troppo grandi cerchiati e pesti. Camminava indifferente, strascicando quasi i piedi, e quando qualcuno l’urtava continuava con il suo passo lento senza neanche voltarsi. La vide avvicinarsi alla balaustra. La vista sulla città era spettacolare, da mozzare il fiato. Piero udì che Aldo gli stava dicendo qualcosa, ma lui…

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